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Scusate, ma le patate della "Bayer" non ci interessano...
Mentre al nostro GAP distribuiamo quintali di
buonissime patate di Avezzano che vengono su dalla terra (il sistema
migliore), la Commissione europea con il suo neo-commissario all’ambiente
John Dalli autorizza la coltivazione della patata Amflora prodotta dalla
multinazionale Bayer. Il tubero in questione geneticamente modificato,
contiene infatti un gene “marker” in grado di provocare resistenza a un
antibiotico molto importante per la salute umana, contravvenendo dunque alla
direttiva Ue 2001/18 che invece ne fa esplicito divieto. Come si può parlare
quindi di un’agricoltura incentrata sulle coltivazioni tipiche, sulla
valorizzazione della filiera corta, se a tenere le redini del gioco sono
come sempre multinazionali e imprese private? Realtà che possono vantare un
curriculum di gran pregio in quanto a nocività per la salute umana: amano
l’energia nucleare, non disprezzano le nano particelle sputate in aria da
gassificatori e inceneritori, mettono a profitto l’acqua, si impadroniscono
delle conseguenze prodotte dalle calamità naturali per spargere cemento
ovunque e, infine, inventano il mito del virus influenzale, sostenute dai
mass media, terrorizzando le persone per poi tirar fuori il vaccino dei
“miracoli” a spese del contribuente. Ricordate casi recenti? No, il cibo non
può essere dato nelle mani di questo capitalismo che non si pone più limiti
e che offre ai consumatori cibi di scarsa qualità e nello stesso tempo
espelle migliaia di lavoratori tutti i giorni dal ciclo produttivo. |
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