Compilation Maggio


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Categoria: Senza Categoria | Senza Categoria » 8pm - Nov 4, 2013
La cava, sequestrata nel 2012 dai carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) per presunte violazioni delle leggi ambientali e traffico illecito di rifiuti all’interno, da circa 6 mesi è dissequestrata e resta chiusa. Sotto le ceneri della vecchia battaglia, scatenata dal 2009 in poi, restano una ventina gli operai licenziati e l’indotto, spazzato via come polvere! Del putiferio di quei tempi non rimangono che le tracce del passaggio degli autocarri che sembra abbiano scaricato l’impossibile. Per confermare i sospetti, giriamo attorno alla cava abbandonata e arriviamo sul versante orientale, verso Ofena. Di fronte, una montagnola a testimonianza della longa manus che ha addentato il pezzo di collina. Le piogge d’autunno sciolgono la terra come burro e spuntano decine di copertoni, in pessime condizioni, che a vederli da lontano sembrano vasi improvvisati per rovi e sterpaglie. Molti sono enormi, probabilmente pneumatici di autotreni, grandi come un cristiano, gomme seminate a due passi dai campi coltivati, ad una manciata di metri dai terreni per il pascolo del bestiame (Video Maria Trozzi). Mucchi di copertoni, di modeste dimensioni, riemergono ai piedi dell’altura, l’arsa vegetazione attorno non riesce più a nasconderli. Un silenzio spettrale e connivente non illude! Troppo azzardato provare a chiedere una bonifica dell’area, di questi tempi poi! In prima linea Dino Rossi, Presidente del Cospa Abruzzo, associazione di allevatori che vuole fare chiarezza sulle procedure di autorizzazione all’attività estrattiva e di coltivazione della cava di inerti, operativa dal 2009. Una pioggia di esposti e denunce, alla Procura della Repubblica di L’Aquila, non sono bastati e con un terzo esposto, il Cospa Abruzzo, insiste in questi giorni a tornare sull’argomento. A condurre le indagini sulla cava di inerti di Collelungo, questa volta sono gli agenti del Corpo forestale dello Stato. Il resto però è da archiviare perché sarebbe tutto regolare. Si è fatto tardi, il sole stringe sui terreni agricoli appena arati e su quelli consacrati ai pascoli e purtroppo l’ombra della collina seviziata e imbottita di gomma (rifiuto non pericoloso, ma speciale) minaccia tante terre, anche quelle di proprietà dell’assessore all’ambiente del Comune di Ofena. - Maria Trozzi

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