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Categoria: Musica Genzano | Musica Genzano » 11am - Oct 7, 2017
Intervista a Vittorio Nocenzi Io sono nato libero. Il sogno di libertà continua… A Genzano, nel magnifico studio di Vittorio Nocenzi, fondatore del Banco del Mutuo Soccorso, si è svolta oggi un’intervista al grande musicista marinese (e genzanese di adozione) nonché cordialissimo padrone di casa. Motivo ufficiale dell’incontro era l’ultimo lavoro del Banco, IO SONO NATO LIBERO per l’etichetta SONY , un doppio cd ricco di tante sorprese racchiuse in un bellissimo cofanetto. Fin da subito, i convenuti hanno capito che con Vittorio si può parlare anche senza una vera motivazione precisa, a testimonianza di una grande, generosa ed invidiabile disponibilità del maestro Nocenzi. L’atmosfera è molto cordiale, rilassata ed amichevole, e lo studio è un luogo pieno di calore, di ricordi, di vinili ben riparati dalle pur indispensabili nuove tecnologie. Ascoltare Vittorio è veramente un privilegio, oltreché un piacere. Il suo nuovo lavoro con il suo gruppo è, come ci dice lui stesso, un nuovo capitolo del quasi cinquantennale percorso musicale del Banco. Ci sono nuove idee, nuovi progetti. Ascoltiamo alcuni brani in anteprima e Vittorio ce li spiega; qualcuno ce lo suona anche! Ed è qui che il maestro si “scioglie”, si toglie la veste dell’intervistato e parla a ruota libera. La cosa ci fa molto piacere, chiaramente. Ci legge il testo (quasi una poesia, bellissima, scritta da un suo amico, famoso pittore veliterno) che ha voluto inserire in “Non mi rompete”, una “nuova versione” pianistica, con uno spazio per l’improvvisazione, del famoso brano (e singolo) del ’73; il virgolettato su nuova versione sta a significare che in origine questo pezzo era stato scritto per pianoforte e voce. La narrazione prosegue con un altro ingrediente importante, il canto popolare: elemento, quest’ultimo, presente in altri brani, a testimonianza del costante e puntuale omaggio, da parte del Banco, alla musica folk ed alla tradizione. La tappa seguente è un brano in cui vi è un’originale e interessante citazione del preludio in Do minore del CLAVICEMBALO BEN TEMPERATO di Bach, altro ed “alto” ingrediente, quello della musica classica, molto costante ed attuale nelle opere del Banco. In questo caso il sintetizzatore e la chitarra duettano e dialogano, quasi in un call and response di matrice blues o gospel, evidenziando un linguaggio contrappuntistico moderno e mai autoreferenziale, grazie soprattutto alle indubbie abilità tecniche e compositive di tutti i musicisti che compongono il gruppo. Le strutture dei brani a volte ci rimandano alle ballate di Chopin, altre alle Suite di Bach o alle sonate di Beethoven ma, al di là delle forme, il comun denominatore resta sempre la struttura del racconto di una storia, nel caso del Banco di una storia davvero avvincente, dove l’intelaiatura della musica (soprattutto per quanto riguarda il ritmo) si adatta ad un’idea (e non viceversa), e dove non mancano le sorprese. Lo stile è inconfondibile. C’è il passato, con gli odori e i sapori di un genere musicale trasversale e, a volte, trasgressivo; c’è il presente, che non rinuncia a confrontarsi con le nuove tendenze musicali di oggi. C’è il futuro, rappresentato dalla significativa e preziosa collaborazione, a questo nuovo progetto del Banco, di Michelangelo Nocenzi, figlio di Vittorio, pianista e compositore. La freschezza e l’originalità delle sue proposte musicali ci appaiono sin da subito in perfetta simbiosi con il sound tipico del Banco, mentre il contributo di papà Vittorio aiuta a mantenere più solide e sagge le strutture armoniche e timbriche delle composizioni. Il tempo trascorre velocissimo e restiamo basiti di fronte al fatto che sono passate circa tre ore da quando siamo entrati nello studio. Ascoltare questa musica è davvero un piacere notevole. Ovviamente non può e non deve mancare il ricordo di Francesco Di Giacomo e di Rodolfo Maltese. Il loro contributo, anche oggi, è molto presente nel cuore e nella mente di Vittorio, e lui stesso ci dice che la musica che insieme hanno creato in cinquant’anni non ha mai avuto una data di scadenza. Il progetto Banco del Mutuo Soccorso vivrà sempre e il “cantiere” è sempre aperto. Per questo, oggi, padre e figlio, Vittorio e Michelangelo Nocenzi, lavorano incessantemente per proseguire a dialogare con il pubblico, per continuare quel sogno di libertà che negli anni ’70 aveva il sapore di impegno ed urgenza sociale, e che oggi vuol dire “non smettiamo di sognare”. Salutiamo e ringraziamo Vittorio Nocenzi per questo splendido e istruttivo pomeriggio. IO SONO NATO LIBERO: si vede…e si sente! Buon ascolto e buona libertà a tutti. Nuccio Loiodice

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